Ufficio Evangelizzazione e Catechesi

Arrivano i Sussidi per l’Avvento 2022 per la catechesi “Finalmente a casa”

Tre i Sussidi, per i Fanciulli, per gli Adolescenti, per i Giovani

Amici cari ci ritroviamo ancora insieme per muovere nuovi passi per divenire Chiesa di Gesù Cristo, popolo di fratelli e sorelle in comunione con Dio.

Il tempo di Avvento segna un nuovo inizio non solo nell’Anno Liturgico ma nella vita di ogni credente; Gregorio di Nissa diceva che la vita del cristiano procede di inizio in inizio, ed ogni nuovo inizio ha in sé tutta l’emozione delle cose nuove ma anche la fatica di ogni avvio, come quando si entra in una casa nuova, quasi un parto. E per accompagnare questo trasloco di vita l’Ufficio Catechistico Diocesano offre il consueto sussidio che ricordiamo può essere utilizzato come guida integrale all’intero cammino dei gruppi, come suggerimento integrativo o semplicemente come nutrimento personale per tutti coloro che vivono il mondo della catechesi nella nostra Chiesa diocesana.

Il metodo, ancora una volta, è quello in tre gradini, Accolgo, Partecipo, Condivido, l’ascolto della Parola di Dio che ci accompagna la domenica, una domanda che possa agganciare la vita di ciascuno alla Parola accolta, infine un fare generato dal dialogo personale e comunitario.


Scarica il sussidio di cui hai bisogno:

Sussidio per i Fanciulli

Sussidio per Adolescenti

Sussidio per i Giovani

 


Quest’anno la comunità cristiana sarà accompagnata nell’anno A della Liturgia dall’evangelista Matteo, e il cammino dei tempi forti prevede un’architettura ben costruita affinché il nostro ascolto sia orientato e possa centrare il bersaglio della comunicazione e della comunione.

Insieme a Matteo, il tempo di Avvento sarà accompagnato dal profeta Isaia e da Paolo nella lettera ai Romani costruendo un percorso ben articolato. La Prima Lettura offrirà un ritornello continuo, la promessa di un Dio fedele che rimane con il suo popolo nonostante tutto e il suo essere con loro farà sì che ogni cosa, ogni creatura, ogni persona possa essere ricollocata nel giusto posto, in un ordine di comunione e di pace secondo il progetto di Dio; rispetto a un mondo che sta crollando a motivo delle scelte sbagliate del popolo d’Israele e di chi lo guida, Dio promette la ricomposizione di tempi e luoghi dove poter abitare in pace.

Al centro Paolo che fa suonare la tromba «Il momento è cruciale, o ci lasciamo salvare o ci estinguiamo!», l’apostolo delle genti non è mai stato un tipo di mezze misure, e tra l’altro va bene a braccetto con Matteo, l’evangelista delle buone opere, perché la fede o genera frutti buoni o non è. Ma si badi bene, Matteo non ci spinge a un’etica di muscoli bensì a una risposta del cuore, un cuore nel quale Dio scende ad abitare, un cuore, quello dell’umanità, che Dio trasforma nella sua casa. Da questo Matteo fa nascere il bisogno di opere di luce e di bontà, una su tutte, l’amore vicendevole che sopporta e supporta come ricorda la seconda lettura.

Due personaggi alla fine dell’Avvento esemplificano tutto il cammino, due uomini entrambi della stirpe davidica, il re Acaz e il falegname di Nazaret, Giuseppe. Il primo dinanzi a un mondo che va a pezzi cerca alleanze per portare avanti i suoi progetti senza dare troppo ascolto alla voce di Isaia e non accogliendo il segno che Dio promette, un bimbo nato da una vergine; quello stesso segno che sarà dato a Giuseppe che più umilmente cederà i suoi progetti per accogliere e realizzare, con il suo personale contributo, il progetto di Dio. Una casa condivisa tra Dio e l’uomo.
Un’immagine simbolica, un contenitore che possa aiutare la fruibilità di questo cammino è proprio la casa, immagine che ci raggiunge dai cantieri sinodali che la CEI ci consegna per questo secondo anno di ascolto, prima fase del grande Sinodo lanciato da papa Francesco. La casa, luogo che tutti accomuna, pur essendo molteplice nelle forme, nelle modalità e nelle finalità. La casa è ad ogni modo luogo delle relazioni ordinarie, luogo che Dio stesso visita, abita, guarisce. Gesù si ferma lungo il suo cammino di casa in casa e prova a fare delle case che visita dei luoghi di reale comunione oltre i confini del ben pensare e di un galateo religioso che prevaricherebbe la nuova logica del Vangelo. Anche noi di settimana in settimana avremo un orientamento proprio rispetto a questo luogo, la casa perché la vita di ognuno di noi possa diventare la tenda del Signore Gesù così da poter risplendere come la città sul monte, luce per illuminare le genti ancora nel buio.

Buon cammino.